Corno

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Martedì pomeriggio

Partiamo dal principio: i primi corni (e stiamo parlando di migliaia di anni a.C.) erano a forma di… corno! E venivano realizzati con… corna di animali! Ci sono tracce di questo strumento nella letteratura antica di tutto il mondo, a volte costruito appunto con corna animali, a volte in legno, altre in metallo; la tecnica per suonarlo è la stessa di oggi: le labbra venivano poggiate sulla parte più stretta dello strumento, che non faceva altro che amplificare la pernacchia delle labbra stesse! Variando l’intonazione della pernacchia (termine tecnico “buzz”) si producevano note diverse con lo strumento.
Gli utilizzi, oltre a quelli nel campo musicale, erano i più pratici “corno da caccia”, “corno da battaglia”, “corno del postino” e via dicendo… tutte le volte che serviva un richiamo facilmente udibile a distanza e riconoscibile si usavano dei corni.

Ma veniamo ad oggi… in fondo in migliaia di anni di sviluppo non è che lo strumento sia cambiato molto, hanno standardizzato il materiale con cui viene costruito (ottone: una lega di rame e zinco); hanno affinato la tecnica di costruzione, ad esempio separando l’imboccatura (detta “bocchino”) dal resto dello strumento; hanno aggiunto delle pompe collegate a dei cilindri che vengono azionati da 3, 4, o 5 tasti per permettere allo strumento di suonare tutte le note (e magari di suonarle anche intonate), ma per il resto rimane sempre un amplificatore di pernacchie!!!

Come si suona questo strumento? Boh… io ancora dopo 15 anni non l’ho capito, anzi, ho smesso di pormi il problema, perché per suonare bene non è importante saperlo! Le cose più sagge che mi sono state insegnate dai più grandi cornisti del mondo sono RESPIRARE e CANTARE… ed è quando ti convinci che hanno ragione che diventi un bravo cornista, e soprattutto un bravo musicista.