Un aiuto concreto in Cisgiordania

L'appello di una nostra socia

Due nostre socie hanno ripreso contatto con due amiche che vivono in Palestina, una a Ramallah, l'altra a Hebron. Si chiamano Alaa e Rasha e sono state ospiti di una famiglia di Prima Materia nel 2008. L'anno dopo le nostre socie sono state loro ospiti a Ramallah: erano i primissimi anni degli scambi musicali di Prima Materia con la Palestina, nel progetto Yalla Musika da cui è tratta la foto qui sopra.

Quelle che seguono sono le parole della nostra socia, che lancia un appello accorato.

 

Ciao a tutti!
Vi scriviamo perché stiamo facendo una raccolta di soldi da mandare a delle nostre amiche Palestinesi che ci hanno ospitate quando siamo andate là. Purtroppo la situazione è molto molto grave, e in modo particolare per una di loro, Rasha, che vive in Cisgiordania.

Lei ci racconta un quadro veramente disastroso, i coloni le picchiano i figli quando vanno a scuola e gli sequestrano libri e penne, bruciano sequestrano e derubano case (tra cui quella di suo padre), la settimana scorsa hanno ucciso un suo amico che stava semplicemente passeggiando per strada, uccidono animali, danno fuoco a giovani palestinesi, gli impediscono di raccogliere le olive, nessuno può più lavorare, danno fuoco alle macchine. Sono in uno stato di povertà devastante, le verdure costano troppo infatti Rasha ha cominciato a coltivare un orto, ma ci racconta che non ha abbastanza acqua da dargli perché Israele gli ha tagliato l'acqua e ce l'hanno solo per tre ore a settimana. Dice che la situazione dell'acqua è già un po' migliorata perché prima sono stati 7 mesi senza neanche quelle 3 ore. Sono così costretti a comprare bottiglie d'acqua che ovviamente costano.

Ci raccontano che molti loro parenti sono stati imprigionati senza che abbiano fatto niente e che solo uno di loro è stato rilasciato, il marito di Rasha in più è malato e potete immaginare in che stato siano gli ospedali in questo momento. In Cisgiordania poi la situazione è molto peggiorata dopo "il trattato di pace", ci sono molti più coloni israeliani, dice che sono più arrabbiati di prima perché non sono riusciti a prendere Gaza e che quindi le violenze sono molto aumentate.

La famiglia che ci ha ospitate era composta da 8 fratelli/sorelle e oggi ognuno di loro ha una famiglia con figli, quindi se vogliamo aiutarli in un modo ragionevole c'è bisogno di mandare abbastanza soldi, è il motivo per cui stiamo organizzando questa colletta. Se avete voglia di partecipare, qui sotto trovate le coordinate.

Grazie!

IBAN: IT34U0347501605CC0013005493
Intestatari: Emma Draghi, Milos Seyda

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